neurochirurgia

Ma dopo l’intervento il collo è più rigido?

L’intervento chirurgico al rachide cervicale deve essere considerato con grande serietà: si tratta di un intervento che svolgo routinariamente, ma che presenta alcune difficoltà legate alla sede anatomica dell’intervento stesso. Il collo infatti presenta numerose strutture vascolari, neurologiche, del tubo digerente e dell’apparato respiratorio che è necessario conoscere approfonditamente per ridurre il rischio chirurgico.

D’accordo: e poi c’è la questione del movimento. Molti Pazienti infatti sono preoccupati che il posizionamento di una cage o di una placca possa determinare una riduzione della motilità del collo, tale da ripercuotersi nella vita di tutti i giorni in maniera disagevole.

La realtà è che la porzione del rachide cervicale oggetto della stragrande maggioranza degli interventi NON è coinvolta in maniera significativa nei movimenti del collo!

Per comprenderlo in modo molto migliore rispetto ad una noiosa spiegazione di biomeccanica qui sul sito, mettetevi davanti allo specchio.

Adesso cercate di concentrare tutta la vostra attenzione sulla pelle del collo, e ruotate lentamente la testa da un lato all’altro come per dire No! (come nella frase: <<l’intervento non mi irrigidirà il collo!>>): vi renderete conto che la pelle, e la muscolatura sotto di essa, iniziano la sua torsione e la sua tensione ben oltre la metà dell’escursione… prima sono sostanzialmente ferme!

Lo stesso avviene per i movimenti del Sì! (come per la frase: <<sono tranquillo adesso che faccio l’intervento!>>), e questo per via della maggior parte del movimento a livello dell’articolazione tra il teschio e la prima vertebra cervicale.

Infatti, l’insieme dell’articolazione del teschio, della prima e della seconda vertebra cervicale è detto “rachide sovrassiale”. Il rachide sovrassiale -molto raramente sottoposto ad intervento chirurgico- è responsabile di più del 60% di tutti i movimenti del collo!

Un intervento chirurgico dalla terza alla settima vertebra cervicale avrà conseguenze molto limitate sull’escursione del movimento del collo proprio per via di questa caratteristica anatomica (ovviamente, è necessario valutare caso per caso, e questo articolo ha solo uno scopo divulgativo, ma spero di aver contribuito a ridurre la …”tensione”).

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