Abbiamo parlato qualche settimana fa della necessità della chirurgia (in questo caso, della chirurgia vertebrale, ovviamente!).
Mi piace pensare che stiamo intraprendendo un percorso più o meno filosofico per cercare di capire perché dovremmo farci operare… e magari dopo aver risposto a questa domanda, capiremmo anche come scegliere il chirurgo più adeguato.

Senza dubbio di anni ne sono passati: ricordiamoci però che il principio più puro che anima il chirurgo è il sacro timore di far del male al proprio Paziente.
Anche i chirurghi sono persone… se dovessero pensare, ogni giorno feriale in cui si svegliano al mattino per andare a lavorare, che uccideranno delle persone, nessuno farebbe più questo lavoro!
Questo concetto ovvio e banale ci permette di comprendere che il principale sforzo dei chirurghi nel corso dei secoli è sempre stato quello di ridurre i rischi. E il modo migliore per ridurre i rischi è ridurre l’aggressività del gesto. Così è nata dapprima la microchirurgia, e poi la chirurgia mini-invasiva… Nelle prossime settimane parleremo di entrambi i concetti…
Qui però voglio fermare la trattazione, perché credo che la nozione più importante, da mandare a mente quando si ha a che fare con i chirurghi l’abbiamo già scritta: la persona che mi deve operare, dà l’impressione di essere tranquillo? Sembra una persona come tante altre, giustamente inorridita all’idea di fare del male ad un suo simile? Sembra troppo trionfalista? Dà la sensazione di essere sobrio ed assennato?
