Il più è fatto!

Tutte le informazioni contenute in questa pagina sono approfondite e circostanziate nei due libri “Cosa devo aspettarmi dalla chirurgia vertebrale” e “in mezzo c’è la solitudine”, recuperabili dalle piattaforme di retail.

Se state leggendo questa pagina, vuol dire che abbiamo completato la visita di controllo postoperatoria, e volete essere certi di non esservi persi nulla.

Naturalmente il primo consiglio che posso dare e di scrivere personalmente a me per qualunque dubbio o domanda vi sia rimasta inespressa dopo la visita. Come ormai saprete mi trovate via Whatsapp al 3404725925

Tuttavia, possiamo fare un breve ricapitolo di tutte le informazioni che sostanzialmente si applicano al periodo postoperatorio quando si tratta di chirurgia della colonna vertebrale…

La parola d’ordine è PRUDENZA: riprendere con le normali attività è sicuramente un buon modo di guarire, ma anche i gesti più semplici dovranno essere svolti con prudenza. Non ci sono evidenti rischi immediati, nella maggior parte dei casi, ma situazioni dolorose come gli strappi muscolari e le contratture sono sempre in agguato per rovinarvi una convalescenza altrimenti tranquilla!

La rimozione di un eventuale collare o busto deve essere GRADUALE: iniziando prestando massima attenzione a segnali di allarme che ci invia il nostro fisico. E quando il nostro fisico vuole inviarci un allarme, lo fa tramite il dolore. Se il dolore aumenta, può significare che state affrettando i vostri passi verso il ritorno alla normalità: rallentate!

Le ferite non vanno solitamente medicate e non presentano particolari problemi: l’unica caratteristica da tenere presente è che qualunque taglio sulla cute, non solo quelli chirurgici, hanno un periodo di molti mesi nei quali è meglio non sottoporli all’irraggiamento solare diretto. Se state pensando al mare, utilizzate una protezione solare o tenete le ferite chirurgiche coperte, circa per il primo anno postoperatorio.

Gli interventi svolti sulla colonna vertebrale con la chirurgia mini-invasiva e la microchirurgia, come li facciamo noi, non presentano grosse limitazioni riguardo il ritorno allo sport e alla vita attiva. Non consiglio tuttavia di riprendere lo sport prima di 4 mesi dall’intervento in media. Attività blande come la camminata al massimo di un paio di chilometri possono però essere riprese prima: parlatene direttamente con me se non potete più stare fermi!

Solitamente, non c’è bisogno di fare nuoto o fisioterapia: a seconda dei casi, e a seconda della severità della correzione che è stata operata, può essere indicata e allora ve ne parlerò io personalmente. Ma consiglio di astenersi da decisioni autoreferenziali o da attività smodata, magari consigliata dall’amico o dal personal trainer senza specifica formazione.

Anche una schiena in terza età non presenta problemi specifici se ben trattata e se si seguono le precauzioni di prudenza e di buon senso. Tuttavia, condizioni legate alla terza età, come l’osteoporosi, l’artrosi avanzata, la presenza di ulteriori dispositivi protesici (protesi d’anca, ad esempio) possono presentare specifiche richieste e trattamenti, e vi verranno tutti illustrati durante la visita.

La terapia anti-dolorifica che viene prescritta usualmente nella lettera di dimissione è relativamente sicura, e può essere protratta anche dopo il termine indicato se il caso specifico lo richiede: direi che è mandatorio un confronto su questo punto personalmente, caso per caso.

Non è il caso di spaventarsi se sono presenti ancora dolori: la guarigione del tessuto nervoso è un compito gravoso per il nostro organismo, e richiede del tempo. Restiamo tranquilli perché i segni che qualcosa sta andando storto sono estremamente ben riconoscibili dal personale addestrato (cioè da noi!) e vengono presi con la massima serietà: il controllo del dolore va tenuto con grande precisione, ma non significa automaticamente che c’è stata una complicanza. Nella stra-grande maggioranza dei casi, anche il dolore, con il consolidarsi della guarigione, è destinato a sparire!

Durante la visita di controllo spesso e volentieri vengono prescritti ulteriori esami: tengo molto a specificare che l’obiettivo della neurochirurgia non è creare malati, ma guarirli! Gli esami prescritti sono un “mettere le mani avanti” perché nel caso remoto in cui ci fosse una necessità, ho già indicato quali esami eseguire prima di un controllo eventuale. Solitamente, i Pazienti dopo la visita postoperatoria sono da considerarsi guariti, e non è necessario che tornino periodicamente per controlli: direi che possono riprendere a fare la loro vita!

Hai ulteriori domande? C’è ancora qualcosa che non hai capito? Nessun problema: il sito dispone di un percorso domande-risposte alle principali perplessità che possono insorgere riguardo l’intervento chirurgico. Ricordati di visitarlo!