ortopedia

ANSIA E MAL DI SCHIENA: Quando la Mente Grava sulla Colonna Vertebrale

La lombalgia cronica è una delle condizioni disabilitanti più diffuse al mondo, con numeri in costante aumento. Ma c’è un aspetto spesso sottovalutato: il legame profondo tra dolore lombare e salute mentale, in particolare l’ansia.

Recenti studi confermano che i pazienti con lombalgia cronica soffrono di ansia in percentuale maggiore rispetto alla popolazione generale. E non si tratta solo di una compresenza casuale: l’ansia, insieme ad altri fattori psicologici, può influire sulla disabilità percepita, più del dolore stesso.

Quando lo specialista si approccia per la prima volta a un paziente affetto da mal di schiena, deve tener conto della possibile presenza di elementi di allarme (bandiere) che vanno individuati ed indagati in maniera più approfondita.

Questi segni di allarme includono depressione, ansia, paura e preoccupazioni, tutti aspetti della sfera mentale che influenzano la risposta al dolore.

L’ansia genera un circolo vizioso di autopercezione negativa, minore capacità di reagire alle difficoltà e conseguente aumento della percezione del dolore.

Chi è più a rischio? Sono particolarmente vulnerabili: donne, persone con basso reddito e conseguente difficoltà di accesso alle cure, soggetti provenienti da contesti familiari disfunzionali che non hanno sufficiente sostegno emotivo.

Spesso, medici e fisioterapisti – pur essendo in prima linea – non sono preparati a riconoscere e gestire la componente psicologica del dolore. Allo stesso tempo, psicologi e psichiatri raramente vengono coinvolti nel percorso di cura. Il risultato è che la presenza di ansia e depressione viene sottostimata, con conseguenze dirette: ridotta efficacia dei trattamenti conservativi e peggiori risultati anche in caso di intervento chirurgico.

La soluzione è un approccio multidisciplinare che preveda l’intervento del chirurgo vertebrale ma anche dello psicologo o psichiatra, del fisioterapista o osteopata e del farmacista. Ma soprattutto il coinvolgimento del paziente nel riconoscere i fattori aggravanti della sua patologia per iniziare un percorso volto alla guarigione dal punto di vista fisico ma anche psicologico.

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