neurochirurgia

Cosa succede quando una vertebra “crolla”

Dobbiamo prima di tutto precisare che le fratture vertebrali non sono una evenienza rara o spaventosa. Naturalmente si tratta di un problema che richiede immediata valutazione in Pronto Soccorso e l’istituzione di un trattamento medico appropriato (poi vediamo), ma contemporaneamente dobbiamo ricordare che spesso chi sviluppa una frattura vertebrale lo fa senza alcun sintomo, senza nemmeno accorgersene!

Le fratture vertebrali che avvengono nella stragrande maggioranza dei casi, sono dovute all’osteoporosi, dove un fatto traumatico (che può anche non esserci!), rappresenta l’elemento scatenante, ma non l’unica causa del problema. Parleremo qui delle fratture vertebrali dell’anziano, spesso donna, con l’osteoporosi. Le fratture vertebrali sono di diversa causa e presentazione ed evoluzione: noi qui parliamo solo di quelle dell’anziano osteoporotico, associate o no a trauma.

Con il progressivo svilupparsi dell’osteoporosi infatti, le vertebre dorsali e lombari, soprattutto nelle donne, tendono a perdere la loro tenuta e diminuire in altezza, come se fossero scatole di cartone vuote schiacciate. Questo processo avviene gradatamente, e anche se quando facciamo la radiografia il referto descrive molteplici fratture, non è detto che sia necessario indossare un corsetto.

Se la frattura vertebrale è invece legata ad un incidente, e si presenta con un dolore molto importante, è ragionevolmente utile indossare un busto, che dovrà avere un sostegno anche a livello dello sterno. In questo modo, limiteremo il rischio di evolvere verso una deformazione della nostra “scatola di cartone”. La vertebra, ancorché diminuita in altezza, finirà con lo stabilizzarsi, e il dolore presente sparirà. Se non indossiamo il busto, o peggio se ne indossiamo uno inappropriato, otterremo la “cuneizzazione” della vertebra, che quindi perderà la sua forma simmetrica e si schiaccerà verso l’avanti, in questo modo alterando il baricentro del Paziente, causando mal di schiena cronico, o peggio schiacciando le strutture nervose fino a dover richiedere un intervento chirurgico di correzione. E’ il caso della cosiddetta “vertebroplastica percutanea”, in cui un materiale plastico viene iniettato a pressione dentro la nostra vertebra a scatola vuota… se non per ripristinare la forma iniziale, almeno per “riempire la scatola” dando nuovamente stabilità. Si tratta di una procedura che normalmente non richiede una anestesia generale dal momento che tutto quello che è necessario fare è iniettare dall’esterno il materiale plastico dentro la vertebra, senza una vera e propria incisione chirurgica.

Quindi prudenza, valutazione in pronto soccorso se comparsa di un dolore lombare o dorsale acuto a seguito di uno sforzo anche banale, controllo dell’osteoporosi e posizionamento di un busto con il supporto anche a livello sternale!

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